12.11.07

Hari Kunzru - My revolutions , a novel
...Fuck. I can' t do it. I can't face you, Sam. There's no way.
Working quinckly, i open cupboards and pull out a sports bag, start stuffing in socks, underwear, a couple of shirts. I need to move fast, before they get back from the shops...
Nel pomeriggio del suo cinquantesimo compleanno, Chriss Carver pochi mesi più vecchio del suo alterego borghese Mike Frame rompe lo schema che da anni lo aveva guidato nella devota e remissiva vita familiare.
Chriss Carver, reduce dei movimenti anticapitalisti degli anni '60 e '70, torna a vivere. Uno zaino con le prime cose frettolosamente raccolte prima del ritorno della moglie, il vecchio passaporto memore di tanti conflitti...
Hari Kunzru ci guida con una serie di flashback nella vita tumultuosa degli anni della contestazione e ancor più nella scoperta delle disillusioni dei post-'68.
Penso che valga la pena di leggerlo per avere una conferma ulteriore dei buoni esperimenti letterari della new generation inglese capace non solo di produrre storielle leggere e politically correct (i.e. Zadie Smith). In merito vi consiglio anche di leggere New british blend, edito da Minimum Fax, raccolta di vari romanzi in forma breve di alcuni fra le migliori speranze letterarie britanniche.
11.11.07
Calcio.e.g. - Una partita di calcio dura un’ora e mezza. Con l’intervallo, un’ora e quarantacinque, più o meno la durata standard hollywoodiana, europea, mondiale, fino agli anni Ottanta, di un film. Ho sempre trovato curiosa questa durata così vicina alla regola aurea del film. E mi ha sempre molto colpito, perché è una misura che eccede in ribasso le possibilità teatrali… Come vedi questa stranissima coincidenza?
c.b. - Ma è stato così da sempre. Non ce la fanno, credo. Non ce la farebbero a correre il campo. Credo che sia un fatto fisico, fisiologico.
e.g. – Ma era stato calcolato per esempio, anche sul cinema, che ci fosse una sorta di soglia di attenzione e di sopportazione media dello stare seduti a vedere uno spettacolo, tra l’ora e mezza e le due. Io non so tutte queste analisi su quali basi siano state compiute…
c.b. – E’ bene conoscere tutte le mie riserve sul cinema – io sono un iconoclasta, ma mai mai abbastanza infettato… Nessuno calpesta più la pellicola, a nessuno fa paura, o la brucia… Edoardo Ladini, in Il teatro senza spettacolo, dice: “Uno spettacolo di Bob Wilson può durare anche dodici ore, e questo è sopportabile. Uno spettacolo di Carmelo Bene, invece, anche se dura cinque minuti è insopportabile. Intollerabile.“ Anche in serie A ci sono cose da quarta serie…
e.g. - … anche nelle coppe.
c.b. – Nelle coppe soprattutto, dove c’è tanta noia…
e.g. – Partivo dal tempo perché ho l’impressione che parleremo soprattutto di calcio visto in diretta o visto in televisione. Da quanto tempo non vedi una partita di calcio, in un campo?
c.b. - da un paio di anni. perchreè prima ogni tanto seguivo
e.g. – Andavi allo stadio?
c.b. – Andavo allo stadio perché mi interessavo di calcio. Dallo scudetto della Roma fino agli anni Ottanta. Lì soltanto hai la visione del fuorigioco, se una squadra è lunga o corta, se è un 4-4-2, un 4-5-1. Il calcio ha bisogno di un fish-eye, ha bisogno di un panoramico, di una telecamera come a San Siro, mi pare, al Meazza. Lì ce n’è una a quarantacinque metri, è centrale, perfetta. Vedi tutti i fuorigioco, le chiamata che faceva Franco Baresi. “Qua!” ”Fora!” ”Dentro!” ”Drio!” La televisione segue la palla, invece. Tu della partita non vedi assolutamente niente.
e.g. – Ma è questione di regia… Di regia e di possibilità tecniche…
c.b. – Intanto bisognerebbe avere grandi schermi, grandi monitor… Almeno il trentotto pollici che ho io, il Mitsubishi. E è questione di un fatto anche tecnico, sì. Anche tecnico.
e.g. – Cioè, tu provi dolore o godimento particolare…
c.b. – Il giocatore senza palla, per me, equivale al giocatore senza mondo… E’ colui che eccede il campione. Falcao, per esempio… Mentre Toninho Cerezo era un giocatore con la palla…
e.g. - … portatore…
c.b.… portatore di palla. Quello senza palla…
e.g. - … rischia di essere escluso…
c.b.– E’ escluso! Anche se poi è quello che farà segnare il gol o lo marcherà all’improvviso. Però non vediamo la suite, ecco.
e.g. – Quindi per te la visione in televisione marca un’assenza di un godimento particolare, oppure ha i suoi godimenti?
c.b. – E’ centrale. E’ centrale il fatto della palla. Vi è che poi, essendo il novantanove per cento delle partite giocate mediocri, salvo qualche sprazzo, se ne avvantaggiano proprio in televisione (…) perché seguendo la palla si ha già un movimento. (…) Non presentano l’orrore; l’orrore a partire da Aristotele appartiene al passato. Il terrore appartiene al futuro. Il presente cosa può avere? Come Macbeth, i vari miei Macbeth… Lo spavento… (…) Uno batte le mani. PAM! Ecco, questo è il presente: lo spavento. Anche nel cinema… Salvo in queste eccezioni dove il concetto di tempo viene annullato. Deleuze nel suo libro sul cinema dice “Le cinéma est image, et l’image est temps”. (…)
e.g. – Secondo me Romario è un’extraimmagine, nel senso che parliamo addirittura di allenatori, del set della partita… (…)
c.b.– Perché Romario è il più grande? Perché appunto è capace di una cosa, del quid che più conta: l’immediato. E’ capace dell’immediato. E’ capace dell’immediato. (…) Quando gioca il Brasile è il solo capace di immediato, dell’atto, non più dell’azione, ma dell’atto.
e.g. – Io ricordo la finale Brasile-Italia, dove non potevo che essere per il Brasile, e sono stati d’accordo con me Baggio e Baresi, sbagliando e disperandosi…
c.b.– Perché hanno sbagliato?
e.g. – Perché in fondo sono brasiliani… Insomma, io ho questa teoria: loro dovevano sbagliare, nei rigori. Perché quella partita, che era finita in parità, aveva mostrato una cosa, una sola cosa, incredibile: Romario, dopo una punizione – c’era rimasta quasi una barriera, quattro giocatori in linea, strettissimi, c’era lui con la palla, c’erano dietro altri difensori, e il portiere, improvvisamente – e ti assicuro che non si è visto in replay… c’è stato il replay dopo, perché è stato un quasi-gol – improvvisamente lui, che prima era davanti a questi giocatori, dopo una frazione di secondo si è trovato dall’altra parte, e non si è visto dov’è passata la palla. Non si è visto. Sembrava che si fosse smaterializzato e rimaterializzato dall’altra parte… Non ha fatto gol. L’ha buttata così, la palla…
c.b.– Nemmeno gli avversari la vedono, la palla, con Romario. Dove passi la palla, i centrali, i difensori, non la vedono.
e.g. – Questa cosa per me è stata la più bella di tutti i mondiali. Una cosa assolutamente invisibile. E invisibile (che bello!) anche di fronte a un replay.
c.b. – Questo è l’immediato di Romario; quando sull’1-2 segna, bruciante al limite dell’area, lì siamo nell’immediato…
e.g. – E’ come un flash…
c.b. - … non è più l’azione…
e.g. - … è come un flash: talmente veloce che è fermo.
c.b. – E’ fermo. E’ immobile.
e.g. – E’ come uno che ha appena fatto il giro del mondo: è ritornato ed è dall’altra parte. Si è spostato di mezzo metro. Non lo sai come ha fatto.

Come non seguire con cordoglio, affetto e compassione le commoventi
vicende dei nostri poveri sceneggiatori della vecchia macina pellicola.
Mi sembra quasi di vederli là sulle lucenti strade.
Hanno lasciato a casa le loro borsettine Luis Vitton.
indossato il primo camice faticosamente trovato .
Dio mio ma dove si comprano abiti da operai?!?
Oggi anche il Governator in persona si è sentito in dovere
di dire la sua. Lo immaginiamo facilmente nel suo esplosivo
vestito con lo sguardo risoluto e fiero pronunciare queste parole:
"I’m talking to the parties that are involved because I think it’s very important that we settle that as quickly as possible, because it has a tremendous economic impact on our state."
[Trad: Sto cercando un dialogo con le parti coinvolte perché penso che sia molto importante trovare un accordo il più presto possibile, perché tutto ciò ha un impatto tremendo sul nostro Stato].
Del resto saranno i soliti discorsi dettati dall'invidia tutto sommato loro cosa guadagnano?
Presto detto.
Network Prime Time (per episodio)
William Petersen ("CSI"): $500,000
Charlie Sheen ("Two and a Half Men"): $350,000
Mariska Hargitay ("Law & Order: SVU"): $350,000
Chris Meloni ("Law & Order: SVU"): $350,000
Hugh Laurie ("House"): $300,000
Julia Louis-Dreyfus ("New Adventures of Old Christine"): $225,000
Ellen Pompeo ("Grey’s Anatomy"): $200,000
Eva Longoria ("Desperate Housewives"): $200,000
T.R. Knight ("Grey’s Anatomy"): $125,000
Chandra Wilson ("Grey’s Anatomy"): $125,000
Sally Field ("Brothers & Sisters"): $100,000
Cable (per episodio)
Kyra Sedgwick ("The Closer"): $250,000
Julian McMahon ("Nip/Tuck"): $125,000
Dylan Walsh ("Nip/Tuck"): $125,000
Joely Richardson ("Nip/Tuck"): $90,000
James Roday ("Psych"): $60,000
Ed ecco che il precariato tocca anche la upperclass.

Eppure non ci riesco a non commuovermi davanti a certe scene
mi fanno male al cuore.
La ricordo nel suo candido abitino bianco,
dimenarsi fra un colpo al cuore per il bel medico ed
una attiva giornata da salvavita.
Ed ora eccola col suo umile saio da penitente
sbandierare al mondo la sua rabbia e disagio sociale.
( Ellen Pompeo ("Grey’s Anatomy"): $200,000 a puntata)
"Miserabile e' chi ha la vita gia' scritta, non puo' scegliere. Oggi tecnologia e globalizzazione ci condizionano, la memoria non serve più a niente, il know-how ci viene dal computer. Ogni 18 mesi il microchip raddoppíadi memoria, è una legge, tutto è così veloce che tu ti senti al palo, sei costretto ad adattarti al sistema. Miserabile oggi è uno che si chiede solo se continuare a comprarsi cd o scaricare musica su Ram, rottamare o non rottamare l'auto.
Miserabile e' un branco di individui che non sa più a cosa serve la società, anzi, la considera un fastidio...».
Tutta colpa di Margaret Thatcher «Lei diceva: togliamo ogni steccato e facciamo correre il cavallo dell'economia, torniamo all'800, al liberismo senza ammortizzatori sociali dalla Belle Epoque. Cosa che si è puntualmente riproposta oggi, solo che se nell'800 l'economia era una locomotiva, adesso è
una Ferrari lanciata in corsa agli ordini della finanza e alle spalle del precariato. La Thatcher diceva: smettetela di parlare di società, la società non esiste, esistono solo uomini, donne e famiglie.
E la sua profezia si è avverata, stiamo azzerando le culture nella direzione del consumismo. E se una nazione si riduce a esser fatta di consumatori, è davvero miserabile».
10.11.07
il numero TRE

Uno strano stridio di ferraglia . Salvifico. Caldo in forte contrasto.
La musica smette di occupare prepotente il ritmo dei tuoi pensieri.
Inizia quasi sempre in italia il nostro sguardo .
operoso . silente ma franco e perbene,
guida lento il fagocitatore di ferraglia.
L'inglesona grassa , dalle orribili guanciotte in carne , l'insopportabile ed eterno
aspetto da teenager , si guarda le punte delle scarpe.
Entrano.
la musica sale dai telefonini novelle radio reminiscenza antica di grandi stereo
a spalla portati fieramente da corpulenti ed impomatati ragazzotti americani
fuori dei loro chiassosi, volgari e colorati ma così redditizziamente
esportabili-esportati pubs.
I volti arabi emergono da i loro bomber gonfi , conquistati da un cappellino
dei New York yankees . La panacea di ogni guerra, la madre, il grembo salvifico e letale.
esportiamo solo democrazia oggi.
Più dietro la vecchia ingobbita nella sua età , con il tipico odore della naftalina guarda
stranita e memore dei vecchi tempi quando la peggiore cosa che ti potesse capitare
era una napoletano o addirittura un siciliano
almeno quelli non puzzavano!